Vino bianco d'inverno, una scelta in controtendenza. Ecco gli abbinamenti (e i vitigni) migliori | Paesi del Gusto

Vino bianco d’inverno, una scelta in controtendenza. Ecco gli abbinamenti (e i vitigni) migliori

Marianna Notti  | 30 Gen 2024  | Tempo di lettura: 4 minuti
vino bianco inverno camino

Sfatiamo un mito: il vino bianco d’inverno è un’ottima scelta, anche se apparentemente in controtendenza. Non è vero, dunque, che un calice di bianco ghiacciato è l’abbinamento perfetto solo per piatti estivi, da sorseggiare esclusivamente nella stagione calda. Il vino bianco è ottimo anche nei mesi freddi e, grazie alle sue proprietà, può aiutare anche a contrastare qualche piccolo disturbo stagionale.

I benefici del vino bianco d’inverno

Il vino, rosso o bianco che sia, consumato con moderazione, può avere effetti benefici sul sistema immunitario e, grazie al contenuto di sostanze antiossidanti, contribuisce a contrastare gli effetti dei radicali liberi. Al vino bianco, in particolare, è attribuito un effetto positivo per chi soffre di dolori articolari e artrosi. Non solo: poiché in inverno si tende a consumare cibi dal maggior apporto calorico, un calice di vino bianco può aiutare il metabolismo.

Vino bianco d’inverno: meglio a temperatura ambiente

Le basse temperature di questi mesi non invogliano certo a bere bevande ghiacciate, che contribuirebbero ad abbassare la temperatura dell’organismo. Sarà bene dunque scegliere vini bianchi corposi, da consumare preferibilmente a temperatura ambiente o, semplicemente, freschi, alla temperatura di cantina.

vino bianco inverno brindisi
Un calice di vino bianco è ideale per rallegrare le serate invernali tra amici

Cinque vini bianchi da gustare quando fa freddo

Vi proponiamo una personalissima selezione di vini bianchi che possono trovare posto sulla tavola invernale. Abbinati correttamente e alla giusta temperatura di servizio contribuiranno a donare freschezza e piacere al palato, senza “raffreddare” gli animi.

Alto Adige Müller-Thurgau, da provare con formaggi freschi e verdure di stagione

Il Müller-Thurgau è un vitigno a bacca bianca che nasce nel 1882 a opera dell’enologo svizzero Hermann Müller, che lo ottenne incrociando le varietà Riesling Renano e Madeleine Royal. In Italia lo si coltiva soprattutto in Alto Adige e nella Val di Cembra. Dà origine a un vino bianco secco e profumato, dal gusto rotondo e delicato. Un vino elegante, fruttato, che presenta note di mela, pera, fiori e miele. L’abbinamento perfetto è con carni bianche, ma anche pesce e insalate. Ottimo anche per accompagnare formaggi leggeri, come i francesi brie e camembert, ma anche con ricotta o mozzarella. Lo si può servire anche col dolce, in accompagnamento a torte e biscotti. Un accostamento più ardito, infine, è quello con piatti etnici come sushi e sashimi. Un’idea interessante è quella di abbinarlo alla polenta, ma condita con sughi leggeri, per esempio con cubetti di carciofi e zucca rosolati e impreziositi da scaglie di Parmigiano.

Soave Classico, per pesce, zuppe e minestre

Dai vitigni garganega, trebbiano di Soave e Chardonnay, nascono i vini con denominazione Soave Doc. Questi vini hanno sono aromatici, intensi, con delicate note di mandorla. Esistono diverse tipologie di Soave: il Soave Classico Doc, Soave Superiore Docg e Recioto di Soave. Caratterizzato da colore giallo paglierino, con riflessi verdognoli, il Soave Classico Doc è un vino di medio corpo, secco ed armonioso. Fine e delicato all’olfatto, si abbina perfettamente a zuppe e minestre, ideali nella stagione fredda; a pesci bolliti o cotti a vapore e a formaggi freschi. Una ricetta calda e golosa da accompagnare con il Soave classico Doc è lo stufato di sedano e baccalà, un goloso intingolo arricchito con uvetta, pinoli e olive taggiasche, perfetto per riscaldare le serate invernali.

Vermentino Maremma Toscana, protagonista col pesce

Tra i numerosi vitigni a bacca bianca autoctoni della Maremma Toscana, il più noto è il Vermentino, da cui si ricava l’omonimo vino. Alla vista è di colore giallo verdolino e delicato e caratteristico all’olfatto. Quanto al gusto, al palato risulta secco e morbido e trova perfetto abbinamento con i piatti di pesce, dagli antipasti ai primi, fino ai pesci arrostiti al forno o cotti alla griglia. Per un pranzo veloce, ma di classe, potete servirlo in accompagnamento a un ricco piatto di spaghetti alle vongole.

Passerina: dalle Marche il vino giusto per i crostacei

Il vitigno Passerina è caratteristico di tutto il centro Italia e soprattutto delle Marche. Il vino che se ne ottiene è di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. All’olfatto è fruttato e floreale con profumi di gelsomino, acacia, albicocca e mela golden. Mediamente acido e di corpo, lo si può sorseggiare come aperitivo oppure portarlo in tavola in abbinamento a zuppe, minestroni, risotti e piatti di pesce, in particolare, fritture e crostacei. Potete sceglierlo per accompagnare un’abbondante porzione di cozze alla marinara, oppure un delicato risotto con le mazzancolle.

Alto Adige Pinot Grigio, per frittatte e omelette

Derivante dall’omonimo vitigno a bacca bianca, questo vino è di colore giallo paglierino e regala al naso un profumo intenso e piacevole. Al palato è secco, armonioso e di corpo e si abbina in maniera egregia antipasti di pesce, pesci bolliti o cotti a vapore, ma anche con portate a base di uova, come frittate e omelettes. Potete servirlo in accompagnamento a un vero e proprio cibo di conforto, per il corpo e la mente: la frittata di patate e cipolle

Marianna Notti
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