Zanzibar: un magico itinerario gastronomico nell’isola delle spezie

Francesco Garbo  | 14 Lug 2023  | Tempo di lettura: 3 minuti

Zanzibar è una delle mete più gettonate al mondo, grazie al suo mare cristallino e alle sue spiagge bianche. Chi decide di andare qui in vacanza vuole sicuramente un giusto compromesso tra mare incantevole e posti da visitare. Su quest’isola non manca davvero nulla. Vediamo dunque cosa si può visitare a Zanzibar e cosa possiamo assaggiare della cucina locale.

Innanzitutto precisiamo che Zanzibar non indica l’isola nella sua interezza ma la città principale dell’isola, ovvero Zanzibar City anche nota come Stone Town. Il nome dell’isola è Unguja. Non è difficile raggiungere Zanzibar grazie ai molti voli in partenza da Roma o da Milano che spesso fanno scalo ad Instabul per un viaggio complessivo di 10-14 ore.

Cosa vedere

Sicuramente da non perdere è Stone Town, la città principale, tra vie molto strette e una città dominata da palazzi arabi e dalla Chiesa Anglicana. Bellissimo anche il mercato centrale, preziosa occasione per fare incetta di spezie e souvenir. Poi potete andare verso la foresta di Jozani, un’area protetta molto estesa che regala escursioni fantastiche tra folta vegetazione e varie specie animali come le scimmie. Se amate le tartarughe non potete non visitare Prison Island e il santuario delle tartarughe. Quest’isola il cui nome originale è Changuu Island, è stata utilizzata in antichità proprio come prigione per gli schiavi. Oggi qui si possono trovare stupende tartarughe centenarie giganti.

Cosa mangiare nell’Isola delle Spezie

Ora però, dopo aver scoperto le bellezze dell’isola, capiamo quali sono i cibi tipici da non perdere. Sicuramente qui le tradizioni sono molto antiche e a farla da padrona sono le spezie, non a caso Zanzibar è anche conosciuta come “l’Isola delle Spezie”. Qui si fonde un mix di culture, profumi e sapori grazie alle varie etnie che qui si sono succedute, dagli africani agli arabi fino agli indiani e ai persiani. Ogni tradizione ha lasciato lasciato la sua impronta nella cucina del luogo. Tra le altre cose, il nome Isola delle spezie, si deve anche e soprattutto alla sua posizione strategica che l’ha resa crocevia del commercio arabo e nel mondo occidentale. Tutte spezie con cui sono conditi la maggior parte dei piatti della zona a base di carne, pesce o riso.

Ad esempio i chiodi di garofano vengono usati per condire i piatti di carne come il sorpotel, a base di manzo e interiora. Oppure il pwewa wa nazi è un piatto tipico a base di polipo, latte di cocco, curry, cardamomo, cannella, aglio e lime. Spezie usate anche nei dolci come nel caso della torta di spezie, il dolce classico dell’isola con cioccolato, cannella, chiodi di garofano, noce moscata. Cannella e cardamomo non sono usati solo in cucina ma anche per arricchire bevande come caffè e tè.

Tra i piatti che non potete non assaggiare ce ne sono 4 davvero immancabili. Pane di noci e datteri, un pane dal sapore e dal profumo unici. La zuppa di fagioli e cocco, con spezie e latte di cocco, molto usato nell’isola in ricette sia dolci sia salate. Poi il platano fritto, una ricetta tradizionale e popolare che viene servita come dolce o come spuntino, ottimo anche nella versione salata. Per chiudere l’ugali, una specie di polenta a base di farina di mais usata per accompagnare carne o zuppe.

Francesco Garbo
Francesco Garbo

Sono un cuoco e un giornalista enogastronomico, cucino e parlo di cibo praticamente tutto il giorno. Vino e cibo sono le due vie migliori per conoscere una cultura, in modo gustoso.



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