
Conosciuta come il Giardino della Serenissima, Sacile in provincia di Pordenone è considerata una piccola, preziosa porta del Friuli Venezia Giulia. È un incantevole borgo da scoprire tra storia, cultura e natura, e da assaporare grazie ai tanti piatti e prodotti del territorio che può offrire ai suoi ospiti.
Adagiata lungo le rive del fiume Livenza, Sacile combina la bellezza della natura con un ricco patrimonio storico e culturale, rendendola una destinazione ideale per chi desidera scoprire l’autenticità del nord-est italiano.
Con il suo affascinante centro storico, i palazzi rinascimentali e le tradizioni locali, Sacile offre ai visitatori un’esperienza unica e coinvolgente. Le meraviglie di Sacile, dai monumenti storici alle specialità gastronomiche, sembrano non finire mai, e non aspettano altro che di essere esplorate, conosciute, amate.

Sacile, cosa vedere
Le origini di Sacile risalgono all’epoca romana, ma è durante il Medioevo e il Rinascimento che la città raggiunge il suo massimo splendore. Grazie alla sua posizione strategica lungo il fiume Livenza, Sacile divenne un importante centro commerciale e un punto di collegamento tra Venezia e l’entroterra friulano. La presenza della Serenissima Repubblica di Venezia è ancora visibile nei palazzi, nei ponti e nell’architettura del centro storico.
Il Duomo di San Nicolò è il principale luogo di culto di Sacile. Costruito nel XV secolo, il duomo è dedicato a San Nicolò, il patrono della città. La facciata in stile gotico veneziano è decorata con eleganti dettagli in pietra, mentre l’interno ospita pregevoli opere d’arte, tra cui un altare maggiore barocco e pregiati affreschi di artisti locali. La chiesa è un esempio significativo dell’influenza veneziana sull’architettura sacra della zona.
Il Palazzo Ragazzoni-Flangini-Biglia è uno degli edifici più imponenti e rappresentativi di Sacile. Costruito nel XVI secolo, il palazzo è famoso per gli affreschi che raccontano la storia della città e delle famiglie nobili che lo hanno abitato.
Piazza del Popolo è il cuore pulsante di Sacile, circondata da eleganti palazzi e portici che ricordano l’architettura veneziana. Questa piazza è il luogo ideale per una passeggiata o per sedersi in uno dei caffè all’aperto, ammirando la bellezza del centro storico.
Il Ponte sul Livenza è uno dei simboli di Sacile, e unisce le due sponde del fiume che attraversa la città. Questo ponte, di origine medievale, è stato ricostruito più volte nel corso dei secoli e offre una vista pittoresca sul fiume e sugli edifici storici che si affacciano sulle sue rive. Una passeggiata lungo il ponte al tramonto è un’esperienza imperdibile, che permette di apprezzare il fascino romantico di Sacile.

Prodotti di Sacile
I piatti da assaggiare a Sacile sono spesso a base di alcuni dei principali prodotti del territorio. Nei ristoranti di pesce puoi ad esempio facilmente trovare piatti a base della pregiata anguilla del Livenza, e altrove pietanze che hanno tra gli ingredienti dei veri e propri gioielli della terra. Le zucchine e il radicchio di Sacile non sono come quelli che siamo abituati a vedere e a mangiare: uno incuriosisce con la sua storia, l’altro lascia a bocca aperta per il colore quasi fluo.

Zucchino di Sacile
Lo Zucchino giallo di Sacile è il frutto di una selezione americana (Golden Kennedy) in onore al Presidente. Alla fine degli anno ’60 è stata poi selezionata dagli agricoltori locali prima per uso familiare e poi per il commercio.
Il frutto si mangia immaturo ad una lunghezza massima di 20 cm, presenta caratteristiche uniche: dolcissimo, digeribile e diuretico, antinfiammatorio, ricco di potassio, fosforo e vitamina A e C.
Il prodotto si semina prima in semenzaio (serra) a fine marzo; il terreno viene prima lavorato e arricchito solo con concimi organici di origine biologica. A fine aprile, le piantine vengono messe a dimora in pieno campo; il controllo delle malerbe viene fatto con una pacciamatura di paglia e non vengono effettuati trattamenti chimici.

Il radicchio di Sacile è un radicchio a forma di rosa, di colore che va dal fucsia al rosso rubino. Si presenta sfuso in piccoli cespi con dimensioni che vanno dai 4 ai 7 cm.
La sua principale caratteristica peculiare è di essere dolce al primo impatto, con un retrogusto lievemente amarognolo, e la sua fragrante croccantezza.
Possiede elevate proprietà nutrizionali, diuretiche e digestive, e contiene un’elevata percentuale di magnesio, potassio, calcio, fosforo e vitamine.
Il prodotto si semina a metà luglio a pieno campo, non subisce trattamenti chimici, durante la crescita il controllo delle malerbe avviene attraverso lavorazioni manuali. In pre-semina vengono impiegati concimi ammessi nella coltivazione biologica e prevalentemente di origine organica. Per la raccolta, si aspettano i primi di dicembre dopo che il prodotto abbia subito almeno una settimana di brinate: la pianta viene tolta dal terreno, pulita e raccolta in mazzi che poi vengono riposti a dimora in un letto caldo per 15 gg al buio.
Una volta che il prodotto ha subito l’imbiancatura, esso è pronto per il consumo viene pulito a mano, lavato, messo in cassettine e commercializzato.
[foto di Sacile all’interno dell’articolo @Rimbalzino, Istock.com/solo uso editoriale]
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